Come convertire più contatti con la pozione magica di Asterix e Obelix

Segui queste 4 linee guida se vuoi aumentare il ROI delle tue campagne e non soccombere alle legioni dei tuoi concorrenti

Togliamo dalla tavola tutte le leggende sulle Facebook Ads e parliamo del potere immortale dell’email marketing.

Non voglio sembrare il nonno brontolone che sbraita contro i social network anche durante le feste, ma le statistiche parlano chiaro:

  • Le email convertono nuovi clienti 40 volte in più rispetto a Facebook e Twitter
  • 72 persone su 100 preferiscono ricevere offerte commerciali attraverso l’email 
  • Il 4,24% di visitatori compra tramite l’email marketing, rispetto al 2,49% proveniente dai motori di ricerca e lo 0,59% dai social media

Le email sono come Asterix & Obelix: il nuovo popolo dei Romani di Giulio Cesare ci prova in tutti i modi a sconfiggerli, ma loro bevono sempre la pozione magica che li rende invincibili.

«Questo significa che l’email marketing mi può rendere DAVVERO invincibile sulla concorrenza che dice “se non hai Facebook non sei nessuno”?»

I numeri confermano che fare email marketing crea più ritorni delle Facebook Ads, ma non funziona sempre così.

O perlomeno non funziona se sei convinto che inviare email “ogni tanto” ti permetta di convertire clienti come se fosse sul serio una pozione magica.

E ti dico di più: abbiamo notato nella nostra esperienza che la semplice perseveranza, quando siamo presenti nell’inbox del nostro pubblico settimana dopo settimana, spesso basta per erigere una fortezza sicura contro gli attacchi dei concorrenti.

Loro non conoscono queste tecniche, o se le conoscono – non hanno voglia né capacità di applicarle con costanza e perseveranza. E i tuoi potenziali clienti questo lo notano.

Il marketing fatto a sentimento non serve a nulla, semplicemente perché il marketing VERO è fatto di pianificazioni strategiche, di azioni programmate e CONTINUE – i cui risultati vengono periodicamente misurati.

In questo articolo vedremo come fare follow-up con le email senza doverti fondere il cervello a cercare la strategia “perfetta” o spendere migliaia di euro per videocorsi sull’email marketing.

1.  Crea i contenuti

Per mandare messaggi di follow-up che la gente voglia leggere, devi avere qualcosa da dire, giusto?

La fruizione di contenuti è il primo step che un cliente compie all’interno di una qualsiasi strategia di marketing.

Ti dirò di più: se hai intenzione di fare marketing, allora creare contenuti è un’attività imprescindibile, specialmente se lo fai online.

Il bello è che puoi farlo in diversi modi, visto che non esiste un solo tipo di contenuto:

  • Scrivi articoli su un blog
  • Registra un podcast su iTunes
  • Pubblica dei video su YouTube
  • Fai post quotidiani su Instagram o Linkedin
  • Etc.

L’importante è che quei contenuti puntino SEMPRE a risolvere un problema specifico di chi sta leggendo.

E che siano costruiti in modo persuasivo, per portare allo step successivo.

A meno che tu non sia un influencer, scrivere articoli sui tuoi piatti preferiti o su cosa hai fatto quest’estate sulle spiagge di Lignano Sabbiadoro è completamente inutile.

Sia perché alla gente “interessa solo di se stessa” e non gliene frega niente di te (cit. Il Piccolo Libro della Scrittura Persuasiva), sia perché poi quei contenuti non li puoi riutilizzare.

Se invece produci contenuti con l’idea che siano immortali e sempre fruibili (anche aggiornandoli quando necessario), allora possono essere costantemente inseriti all’interno delle tue email – sia rielaborati che come link diretto al tuo sito, al podcast o al canale YouTube.

E possono essere utilizzati anche nei follow-up che possono durare anche un anno (e pure di più).

Esempio:

Ciao Mirco,

Sono veramente felice che tu abbia deciso di unirti a noi!

Saprai già che CopyFuffa esiste ormai dal 2029. Negli anni abbiamo dato un sacco di contenuti su questioni come il copywriting, le conversioni, i social media, le strategie di content, la SEO, e su come costruire un business più soddisfacente.

(“Soddisfacente” nel senso che nutre la tua anima e ti permette di pagare anche le bollette).

Infatti, abbiamo pubblicato così tanti contenuti che uno dei problemi che i nostri lettori hanno è:

“Cavolo! Ci sono migliaia di pagine su questo sito… da dove comincio?”

Perciò ci siamo chiesti: “Qual è il consiglio più importante che daremmo a qualcuno che ci ha appena scoperto?”

In breve, questo è YouCopy, una serie di email in cui abbiamo inserito gli articoli migliori, organizzati, riaggiornati e più fruibili per chi, come te, si sta avvicinando al mondo del copy.

Riceverai un link all’articolo ogni settimana e potrai leggerli in maniera graduale e, soprattutto, quando vorrai!

Siamo così felici di averti tra noi!

Ti aspetto sul nostro sito! CopyFuffa.cam

– Il CopyFuffa Team


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E solo i 2 più veloci potranno beccarsi anche 1 mese gratuito di coaching con Andrea Lisi.

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2.  Scrivi “oggetti” intriganti

Mediamente ricevo circa 20 email ogni giorno (e c’è chi ne riceve anche di più, ovviamente).

E immagino che a te succeda lo stesso, se non peggio.

Ma sono veramente poche le email che riescono a stimolare la tua curiosità a tal punto da spingerti a leggerle, vero?

Perché, parliamoci chiaro, gli oggetti di un’email sono come i titoli dei libri impilati uno a fianco all’altro in una libreria.

Non c’è nemmeno la copertina che riesce ad attirare davvero la tua attenzione!

Perciò il titolo – in questo caso l’oggetto – è il vero aggancio che ti fa alzare il braccio e afferrare il libro.

Quindi, ogni volta che scrivi un’email, spendi un po’ più di tempo solo per focalizzarti sull’oggetto e trovare quello più adatto.

Basta che tu ti affidi almeno ad uno di questi 2 trucchi:

2a. Fallo breve

Più precisamente, fai in modo che sia lungo meno di 50 battute.

Secondo uno studio di MailChimp, gli oggetti superiori alle 45-50 battute, hanno un tasso di apertura più basso.

È una magia?

Non proprio, ma decisamente un furbo bypass che ormai bisogna fare per forza.

Infatti, la maggior parte dei servizi come Gmail o Yahoo, tendono a troncare l’oggetto di un’email con i famosi “puntini”.

Di conseguenza, troncano sul nascere anche il messaggio che tu vuoi comunicare e, non arrivando chiaro e limpido come vorresti, un utente è meno stimolato.

Se non ci credi, sappi che qualsiasi CRM ti permette di fare uno split test, cioè di inviare la stessa email alla tua lista, ma con due oggetti diversi, analizzando i tassi di apertura.

Poi mi darai ragione, ne sono sicuro.

2b.  Incorpora il messaggio chiave

Prova prima a leggere il contenuto della tua email dall’inizio alla fine.

Poi comincia a farti un’idea di qual è il messaggio chiave che vuoi comunicare (che in realtà dovresti avere già da prima).

E alla fine, riassumilo in meno di 50 battute e scrivilo nell’oggetto.

MA NON ESSERE SEMPRE COSì PIGRO.

Il tuo obiettivo dovrebbe essere “dare un assaggio” del contenuto in poche parole intriganti, altrimenti chiunque potrebbe recepire il messaggio in maniera chiara già dall’oggetto e, purtroppo, nessuno la leggerebbe.

Da questo punto in poi, è solo questione di fare sempre più pratica.

3.  Non fermarti dopo qualche giorno

Ho lasciato la mia email personale diverse volte, in molti siti italiani che mi offrivano eBook o audio a cui mi era impossibile dire di no.

Per questo, posso confermare un sospetto:

In Italia solo pochi eletti sono capaci di fare del vero follow-up.

Con “follow-up” intendo letteralmente “seguire” un utente che mi ha lasciato il contatto e tempestarlo di email persuasive, a volte giorno per giorno, più spesso settimana dopo settimana (a seconda del settore).

Ecco, in Italia pochissimi riescono a seguire un lead e accompagnarlo fino alla vendita, anche di un prodotto piccolo, tanto per fidelizzare (anche solo il portachiavi con il logo dell’azienda).

Vediamo come funziona il follow-up di un imprenditore italiano medio che non ha ben capito la potenza dell’email marketing:

  • La prima email è quella obbligatoria per inviare il prodotto magnete (eh, devi inviarla per forza).
  • La seconda email è quella in cui si sciorina il curriculum (diploma, laurea, master, etc).
  • La terza email semplicemente non esiste.

Sì, insomma, sono tutti convinti che l’email è un mezzo antiquato e inutile.

Poi si tuffano nel calderone di Facebook e Instagram dove basta “metterci i soldi”, nella speranza di trovare clienti più facilmente (per poi prendere le peggio tranvate in termini economici).

Allo stesso modo, tutti credono che basti dimostrare di avere il curriculum grosso e lungo per convincere definitivamente il cliente a comprare.

Ma ripetiamolo insieme ad alta voce un’altra volta: “Alla gente interessa solo di se stessa”.

E alla gente frega poco che tu abbia uno dei master più importanti (e probabilmente più costosi) di tutta Europa nel campo dell’entomologia comparata di Pdor figlio di Kmer.

Ad un lead interessa il fatto che tu sappia risolvere il suo problema in maniera rapida, precisa e, possibilmente, economica.

Certo, può sembrare una fatica immane, e in effetti lo è.

Ma solo se sei convinto che non valga la pena spendere qualche soldo in più per procurarsi queste due cose:

  1. Un CRM professionale per automatizzare il follow-up (e non stare lì ad inviare le email manualmente ogni volta)
  2. Un esperto che sappia creare al posto tuo un piano strategico e persuasivo di follow-up

Ma se vuoi fare tutto da solo, sei liberissimo di farlo, il tempo è sempre il tuo.

Perciò se hai intenzione di occupartene tu in prima persona del tuo follow-up, fallo almeno come si deve, no?

Nel Copy Persuasivo™ Team utilizziamo ormai da tempo una struttura già collaudata e funzionante di follow-up.

Possiamo applicarla anche noi per te, oppure puoi prenderla e fartela da te, la prossima volta che riapre il Corso SfornaClienti.

È una tua scelta, ma non sottovalutare il mio potere.

4.  Mostra chiaramente lo step successivo

Ecco, direi che siamo arrivati alla fine della nostra email, al momento più importante – a mio parere.

Dopo aver:

1)      Creato contenuti sempre riutilizzabili

2)      Scritto oggetti accattivanti

3)      Pianificato un follow-up strategico

…basta un ultimo step per chiudere il cerchio:

4)      Stabilire una chiamata all’azione

Sai qual è la sensazione che provo ogni volta che leggo un’email puramente gratuita, che non ha alcuna chiamata all’azione, o call-to-action?

Che magari è una bella email che mi ha fatto piacere leggere.

Ecco, chiariamoci: IL TUO POTENZIALE CLIENTE NON DEVE AVERE QUESTA SENSAZIONE.

Noi scriviamo email sempre all’interno di un contesto di vendita, non stiamo scrivendo al nostro caro amico che è andato a fare il militare in Kamchatka.

Il tuo lead deve sempre sentire il bisogno di comprare un prodotto da te, o di visitare il tuo sito, o anche di ascoltare il tuo podcast.

E tu devi assecondare quello stimolo in qualsiasi modo, anche mettendo un bottone nell’email o un link.

Se non c’è questo stimolo, allora lascia perdere, perché stai scrivendo email che non ti porteranno praticamente a nulla.

Il peggio che può succedere è che abitui il tuo lead a delle email carine, interessanti, con dei buoni consigli e nel momento – anche magari con l’intento di dare dei contenuti.

E poi, nel momento in cui avrai intenzione di vendergli qualcosa, non sortirai alcun effetto.

Per farti capire meglio, hai mai ascoltato il nostro podcast?

Noi non ci esimiamo mai dal fare pitch di vendita anche quando diamo dei contenuti COMPLETAMENTE GRATUITI, perché, come dice Zig Ziglar: «I venditori timidi hanno i figli denutriti».

E poi, hai mai veramente pensato che forse, in questi casi, il tuo modo di fare marketing è un po’ zoppo?

So benissimo le condizioni degli imprenditori che operano in Italia.

Chi è che vuole andare dall’altra parte dell’Europa per seguire un corso di marketing che costa più di 3000€?

Chi è che vuole affidarsi a queste nuove agenzie di marketing che non si sa bene quali risultati riescano a portare, chiedendo compensi assurdi?

Chi è che vuole continuare a spendere centinaia di euro ogni mese in Facebook Ads attirando un sacco di utenti, ma senza ottenere neanche un contatto qualificato?

Da qui si crea tutta una situazione tanto triste da sembrare quasi deprimente.

Infatti, qualche giorno fa ho letto un commento su Facebook di un fenomeno (perché solo così lo posso definire): “Il Marketing è sopravvalutato”.

Prima volevo incazzarmi come una iena – è il mio modo di reagire – ma poi mi sono dovuto dare una calmata.

Purtroppo, la situazione è proprio questa, in Italia: ignoriamo o abbandoniamo il marketing perché lo consideriamo sopravvalutato dopo aver avuto delle cattive esperienze.

Non è vero: sarebbe più esatto dire che ci sono imprenditori che vogliono approcciarsi al marketing, ma che non sanno da dove cominciare.

Ed è più che giusto che sia così.

Per questo con Copy Persuasivo™ puoi avere un intero reparto marketing persuasivo, se hai i requisiti giusti come le aziende che seguiamo ora.

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Parola di Andrea Lisi.